Un luogo da chiamare casa

Ad Ad.dar si lavora ogni giorno per ricostruire la società siriana distrutta dalla guerra

Ad Ad.dar nessuno ti chiede che partito voti, o quale sia la tua religione. La vera richiesta è quella di mettersi in gioco in un luogo al tempo stesso diverso e simile da quello da cui si è partiti.

Chi frequenta questo luogo, il cui nome in arabo significa “casa”, ha lasciato il posto in cui viveva in Siria per fuggire dalla guerra e si è ritrovato a Istanbul, una città che offre grandi opportunità ma anche il rischio di perdersi nel caos di una grande metropoli.

Tra le mura di Ad.dar, infatti, si conducono programmi educativi rivolti a bambini, giovani e adulti, offrendo la possibilità di colmare il ritardo educativo e addirittura di fare il grande salto verso università in Europa e America, oppure verso istruzione di eccellenza nella stessa Istanbul, dove molti uomini, donne e bambini stanno costruendo un nuovo presente e un nuovo futuro.

Ritrovare uno spazio da chiamare “casa” significa prima di tutto cominciare a ricostruire la propria vita con dignità dopo il trauma della guerra, ma anche guardare al futuro con una lente diversa.

Questo reportage è a cura dell’Associazione Culturale Francesco Lo Bue/Video Beckwith Studio .

Pubblicato a Agosto 2019.

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