C’è chi dice no

Oltre che formativa, un’attività apparentemente universale come la musica è anche politica.
All’interno del campo, ma in generale nella società palestinese, non manca infatti chi si schieri contro la musica.

«Quando abbiamo cominciato nel 2011 – racconta Olga Ambrosanio – il vicino di casa ci metteva a tutto volume il Corano. Era un segno evidente per dire che non gradiva i nostri rumori. Li chiamo così perché è normale, da una tromba o un trombone dato in mano a un bambino all’inizio viene fuori solo rumore».

Un episodio come questo non è isolato, ed è il segno di un contrasto tra due mondi: quello di chi sta cambiando e quello di chi rifiuta questo cambiamento.

Questo reportage è a cura dell’Associazione Culturale Francesco Lo Bue/Radio Beckwith Evangelica .

Pubblicato a marzo 2016.

Tutti i materiali prodotti sono di proprietà dell’Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese.