Le forme di Lampedusa

Uno sguardo sull'isola e sull'attività di Mediterranean Hope

Da qualunque parte la guardi Lampedusa si mostra con la stessa forma: due lati lunghi ed uno corto che si incrociano formando un triangolo. I matematici direbbero, a voler essere precisi, triangolo scaleno, irregolare, dove ogni lato è diverso dagli altri. E per Lampedusa, come vedremo, questa è una precisazione importante.

Quell’isola appuntata come uno spillo nel mezzo del Mediterraneo può essere avvicinata attraverso rotte diverse, partendo da una spiaggia libica o prendendo un aereo da Palermo. Può essere sorvolata o ci si può avvicinare via mare, ma il panorama che offre è sempre lo stesso: due lati lunghi ed uno corto, che tu sia turista, rifugiato o pendolare. Se hai la fortuna di guardarla dall’alto, la punta è protesa verso la Tunisia mentre il lato corto guarda a Malta. Dal mare è il contrario: le scogliere (alte un centinaio di metri) sono a nord-ovest, verso la costa africana mentre la “punta”, la spiaggia, è rivolta a sud-est.

Due lati lunghi e uno corto che puntano direzioni diverse a seconda di come la si considera. Lampedusa è questo, racchiude in sé mondi differenti, contraddizioni l’una accanto all’altra nei pochi chilometri di superficie: elementi che normalmente consideriamo parte di panorami antitetici e che convivono a pochi metri. Tutto racchiuso in una forma, il triangolo scaleno, che domina il panorama.

La parola che riesce a racchiudere questa pluralità di significati e storie, questa geografia bizzarra con il suo gioco di forme è insieme semplice ed antica: Lampedusa sembra un cùneo.

Il cùneo è un’oggetto semplice, dalla forma banale, ma fondamentale nella storia umana, in pace come in guerra. Nel tempo è servito per spaccare, edificare, combattere, stampare, fissare. Un oggetto poliedrico che, oltre alla forma, condivide la piccola isola del Mediterraneo uno stesso destino: essere strumento in mano ad altri. Nel tempo Lampedusa è stata luogo di rapina quando i suoi alberi vennero tagliati per produrre carbone, mezzo di propaganda nella gestione dei ciclici flussi di migranti, terreno su cui il confine ha graffiato la roccia, modellandola e lasciando evidenti ovunque i segni del suo continuo andirivieni. E così, colpo dopo colpo, l’isola ha assunto una forma triangolare in ogni sua dimensione, base, altezza, profondità.

Ma soprattutto Lampedusa oggi appare un cùneo piantato saldamente nei piedi e nei bordi dell’Europa, parte attiva dei suoi confini e delle sue contraddizioni, frammento di terra nel quale prendono una forma concreta le politiche che regolano le migrazioni nel Continente.

Ciò che raccontiamo in questo reportage è una delle tante storie di Lampedusa, che si intreccia con la storia di Mediterranean Hope, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

Ogni tessera del puzzle rappresenta un elemento simbolico di Lampedusa che è anche un pulsante interattivo che porta ad una sezione del reportage che racconta una parte del lavoro di Mediterranean Hope sull’isola.

Scegli tu da dove partire.

mediterranean_hope
santuario
biblioteca
barconi
porto_m
porta_europa

Questo reportage è a cura dell’Associazione Culturale Francesco Lo Bue/Radio Beckwith Evangelica
ed è stato realizzato da Reportage: Matteo De Fazio e Matteo Scali
Illustrazioni: Leonora Camusso
Montaggio video: Simone Benech.

Pubblicato a dicembre 2015.

Tutti i materiali prodotti sono di proprietà dell’Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese.