Antichi mestieri, giovani innovatori

Uno strumento per l'occupazione giovanile e la promozione del ruolo attivo degli anziani

Nel 2005 nasce a Moliterno la cooperativa sociale “Il Girasole”, un progetto sociale sviluppatosi dopo l’esperienza di volontariato di servizio civile di un gruppo di ragazze. La cooperativa oggi conta 40 soci e 55 dipendenti e nell’arco di questi anni ha potuto realizzare un’analisi dei bisogni del territorio e impostare il suo lavoro seguendo le indicazioni che arrivavano dalla società in cui è inserita. Oltre ad un centro diurno per disabili gravi a Moliterno e all’assistenza domiciliare in ambito di zona, ora il Girasole gestisce tre strutture di accoglienza per anziani: Villa sul Lago a Spinoso (Pz), Casa Alloggio Villa Letizia a Grumento Nova (Pz) e la Casa per anziani San Vito a Sant’Arsenio (Sa).

|15.482691299999942,40.47226029999999§Sant’Arsenio (SA)|15.967717799999946,40.2710933§Spinoso (PZ)|15.890534900000034,40.2874587§Grumento Nova (PZ)

Invecchiamento attivo

“Percepire l’invecchiamento come una conquista, non come una minaccia…” è la filosofia che guida il lavoro con gli anziani. La promozione della percezione dell’anziano come risorsa e non come un peso sulle spalle della società. Il progetto “Antichi Mestieri e Giovani Innovatori” promuove l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra generazioni. I laboratori di antichi mestieri sono stati attivati nelle tre strutture per anziani, dove l’incontro tra anziani formatori e giovani allievi ha favorito una significativa occasione di animazione sociale e promozione culturale.

Giovani innovatori

Nella prima fase del progetto è stato individuato il gruppo di anziani formatori, ospiti delle strutture residenziali e portatori di vecchi saperi, e quello dei ragazzi allievi, studenti nelle Scuole di riferimento (Istituto Comprensivo di Moliterno, Spinoso, Grumento Nova e Sant’Arsenio, Istituto Tecnico professionale per l’industria e l’artigianato di Moliterno) e giovani immigrati di nazionalità magrebina. Nell’individuazione degli allievi si è tenuto conto delle attitudini espresse nei percorsi professionali: chi aveva un particolare interesse in un settore ha potuto intraprendere percorsi di apprendimento e un arricchimento culturale di tradizioni territoriali.

Oltre ad apprendere un’attività, i ragazzi hanno ritrovato o riscoperto la tenerezza dello sguardo di un nonno, il piacere dell’ascolto e la capacità di regalare un momento di gioia a chi ne ha bisogno. Per molti di loro la casa di riposo è rimasta un luogo da visitare per ritrovare le amicizia costruite.

Poter fare da istruttori ai più giovani ha risollevato invece l’umore degli anziani, che si sono sentiti ancora utili ed importanti.

Una delle linee strategiche del progetto, con il recupero degli antichi mestieri, era un possibile ampliamento delle prospettive imprenditoriali e di occupazionale giovanile. In un territorio che non offre grandi prospettive lavorative, poter realizzare concretamente qualche opportunità imprenditoriale diventa un obiettivo raggiunto.

Nella fase intermedia del progetto i giovani hanno acquisito quindi anche gli elementi essenziali per la creazione e gestione di un’impresa di artigianato, favorendo la scelta cooperativa.

I laboratori sono stati due per ogni struttura: cucito/ricamo e intaglio/decorazione del legno.

Imbastitura, misure, gessetto… fanno parte del tradizionale mestiere di sarta e ricamatrice. Abitudini e gesti diventati ormai automatici che sono stati insegnati alle ragazze e a qualche maschietto entusiasta. La loro attenzione ha gratificato il lavoro delle maestre artigiane:


Il trasferimento di competenze è avvenuto con la metodologia dell’accompagnamento, dell’osservazione diretta e dell’ascolto di testimonianze dei maestri artigiani del laboratorio artigianale. I prodotti che sono stati realizzati, vari e tutti originali, sono poi stati esposti in una mostra itinerante.

Intaglio

Al laboratorio di intaglio del legno ha partecipato un folto gruppo di ragazzi residenti in zona. Nel progetto sono stati coinvolti anche alcuni ragazzi magrebini ospiti di una casa famiglia gestita dalla Cooperativa Il Faro di Spinoso. Ne sono nate delle amicizie andate al di là dei laboratori stessi e che hanno arricchito il valore stesso dell’iniziativa.

Questo reportage è a cura dell’Associazione Culturale Francesco Lo Bue/Radio Beckwith Evangelica .

Pubblicato a settembre 2015.

Tutti i materiali prodotti sono di proprietà dell’Ufficio Otto per Mille della Tavola Valdese.